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Titoli di Stato

BTP: quanto rendono davvero, al netto delle tasse

I titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5% invece che al 26%. Qui trovi la curva dei rendimenti aggiornata, il catalogo dei titoli quotati e un simulatore che calcola cedole, imposte, bollo e rendimento netto — mostrando ogni passaggio.

La curva dei rendimenti

Quanto rende oggi un titolo di Stato italiano, a seconda di quando scade. Più la scadenza è lontana, più in genere il rendimento è alto: è il compenso per il tempo in cui il capitale resta impegnato e per il rischio che i tassi cambino nel frattempo.

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Rendimenti lordi dei titoli di Stato italiani per scadenza, chiusura del 14/08/2026. L'asse delle scadenze è in scala logaritmica.

Rendimenti lordi di fonte EODHD, chiusura giornaliera del 14/08/2026. Sono rendimenti di mercato: il netto per chi investe è quello che calcola il simulatore, dopo imposta e bollo.

Come funziona un BTP

La cedola è fissa, il prezzo no

Un BTP paga una cedola stabilita all'emissione, di solito ogni sei mesi, e rimborsa 100 alla scadenza. Quello che cambia è il prezzo a cui lo compri: se paghi meno di 100 guadagni anche la differenza, se paghi di più la perdi.

Il 12,5% invece del 26%

Cedole e plusvalenze dei titoli di Stato scontano l'aliquota agevolata del 12,5%. Su tutti gli altri strumenti finanziari si paga il 26%: a parità di rendimento lordo, il netto di un BTP è più alto.

Il rateo che paghi al venditore

Chi compra a metà semestre versa al venditore la quota di cedola già maturata. Non è un costo: torna indietro alla prima cedola. Ma va aggiunto al prezzo per sapere quanto si spende davvero.

Titoli in circolazione

I 113 titoli quotati sul MOT compresi nel perimetro di questa sezione, dal più vicino a scadenza. Ogni scheda calcola prezzo, flussi e rendimento netto.

Sono mostrati i 12 titoli con scadenza più vicina. Gli altri 101 si raggiungono dagli elenchi per anno qui sotto, o dal simulatore, che li elenca tutti.

Sfoglia per anno di scadenza

La scadenza è la prima cosa da decidere: fissa per quanto tempo il capitale resta impegnato e quanto il prezzo oscillerà nel frattempo. Ogni elenco confronta i titoli di quell'annata con cedola, prezzo e rendimento netto.

Titoli indicizzati all'inflazione

Approfondimenti

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Domande frequenti

Quanto si paga di tasse su un BTP?

Il 12,5% su cedole e plusvalenze, non il 26% che si applica a quasi tutti gli altri investimenti finanziari. È l'aliquota agevolata dei titoli di Stato italiani ed equiparati white list (art. 2 c. 1-bis DLgs 239/1996), che il DL 66/2014 ha lasciato espressamente fuori dall'innalzamento al 26%. A questa si aggiunge l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul controvalore del dossier titoli (art. 13 c. 2-ter Tariffa DPR 642/1972), dovuta anche negli anni in cui l'investimento è in perdita.

Le minusvalenze si compensano con le cedole?

No, ed è l'errore più diffuso. Le cedole sono redditi di capitale (art. 44 TUIR), le minusvalenze sono redditi diversi (art. 67 TUIR): sono due categorie che non si compensano fra loro. Chi compra un BTP sopra la pari e lo porta a scadenza incassa cedole tassate per intero e si ritrova una minusvalenza utilizzabile soltanto contro future plusvalenze, entro il quarto anno successivo a quello in cui è maturata.

Che cos'è il rateo e perché lo pago all'acquisto?

La cedola viene pagata per intero a chi possiede il titolo alla data di stacco, anche se l'ha comprato il giorno prima. Il rateo è la quota di cedola già maturata quando si compra, e si versa al venditore in aggiunta al prezzo esposto (il corso secco). Non è un costo: è denaro che si riprende alla prima cedola. Fiscalmente è reddito di capitale, quindi non entra nel calcolo della plusvalenza.

Il rendimento che vedo è garantito?

Solo se il titolo si tiene fino alla scadenza e l'emittente rimborsa. Comprando oggi a un dato prezzo e tenendo fino al rimborso, cedole e capitale sono noti in anticipo: il rendimento è determinato, non stimato. Chi vende prima incassa invece il prezzo di mercato di quel giorno, che sale quando i tassi scendono e scende quando i tassi salgono — tanto più quanto più lunga è la scadenza.

Conviene di più il premio unico o il versamento mensile?

Sono due cose diverse e il confronto va fatto sul rendimento annuo, non sul guadagno assoluto. A parità di titolo il premio unico rende di più, perché tutto il capitale lavora dal primo giorno; nel piano di accumulo gran parte del denaro entra tardi e resta investito meno tempo. Il piano ha però due caratteristiche proprie: distribuisce il prezzo d'acquisto nel tempo e non richiede di avere subito l'intera somma. Sui BTP va considerato anche il taglio minimo di 1.000 € di valore nominale: i versamenti più piccoli restano fermi in conto finché non bastano per un lotto.

I BTP rientrano nell'ISEE e nell'imposta di successione?

I titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione (art. 12 DLgs 346/1990). Dal 2025, inoltre, non concorrono al calcolo dell'ISEE fino a 50.000 € di valore (L. 207/2024). Sono due caratteristiche che non incidono sul rendimento e che nessun simulatore può quantificare, ma che pesano nella scelta.

Perché il simulatore mostra sei scadenze e non quella esatta del mio titolo?

Il rendimento di mercato è pubblicato per alcune scadenze di riferimento — 1, 2, 3, 5, 10 e 30 anni. Per un titolo che scade fra sette anni e mezzo il rendimento si ricava interpolando fra i due riferimenti che lo racchiudono. Per le scadenze che cadono fuori da quell'intervallo il simulatore usa il riferimento più vicino e lo dichiara, invece di prolungare la curva su un tratto di cui non ha dati.